2026
Gaia Renis & Massimiliano Gatti
Index of Unfixed Things nasce da un progetto collaborativo sviluppato con ragazzi stranieri minori ospitati presso la Cooperativa Sociale Comunità Progetto di Milano.
L'opera prende forma attraverso un processo di incontro e partecipazione: gli oggetti fotografati sono stati scelti e condivisi dai ragazzi stessi come frammenti della propria quotidianità e memoria personale. Si tratta di oggetti ordinari, spesso minimi - contenitori di necessità, sopravvivenza, affetto, abitudine. Più che documentarli come reperti identificabili, abbiamo scelto di sottrarli alla nitidezza. Ripresi in movimento su fondo bianco, gli oggetti appaiono instabili, sfuggenti, quasi incapaci di fissarsi nell'immagine. La sfocatura allora è una condizione: la forma visiva di una presenza transitoria, sospesa tra attraversamento e cancellazione. Il fondo bianco richiama il linguaggio neutrale dell'archivio, della catalogazione amministrativa, della fotografia d'inventario. Ma questa neutralità si incrina: gli oggetti non si lasciano registrare del tutto. Vibrano e slittano, resistendo alla piena identificazione.
In Index of Unfixed Things, ciò che dovrebbe rendere una persona riconoscibile finisce invece per testimoniare la difficoltà di vederla davvero. Le immagini si collocano in uno spazio ambiguo tra apparizione e sparizione, documento e fantasma. Gli oggetti diventano tracce fragili di corpi in transito: presenze osservate ma non pienamente riconosciute, esposte ma indistinte.
Il progetto riflette sulla condizione di invisibilità che accompagna molte esperienze migratorie contemporanee: una visibilità costante come categoria sociale o politica e, allo stesso tempo, l'assenza di uno sguardo individuale.
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